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12/06/2026 - Assocamp scrive agli Assessori Regionali delle politiche della salute: il camper è strumento di inclusione e qualità della vita

 
Assocamp propone la realizzazione di parcheggi attrezzati per camper presso gli ospedali a supporto di caregiver, famiglie e pazienti fragili. L'associazione rilancia inoltre la richiesta dell'estensione dell'IVA agevolata al 4% anche ai camper destinati alle persone con disabilità.
 
Per molti il camper è sinonimo di vacanza, libertà e scoperta. Per migliaia di famiglie italiane può essere molto di più: un ambiente protetto durante un ricovero ospedaliero, un supporto concreto per chi assiste un familiare fragile, uno strumento di autonomia per le persone con disabilità. È da questa visione che Assocamp – Associazione Nazionale Operatori Veicoli Ricreazionali e Articoli per Campeggio, porta avanti due iniziative che puntano a valorizzare il ruolo sociale del veicolo ricreazionale: la creazione di stalli attrezzati presso gli ospedali e il riconoscimento dell'IVA agevolata al 4% per l'acquisto di camper da parte delle persone con disabilità. Il camper non è soltanto un veicolo per il turismo e il tempo libero. Per molte famiglie può rappresentare uno strumento di assistenza, autonomia e inclusione. È da questa convinzione che nasce l'impegno dell'associazione, che negli ultimi anni ha promosso diverse iniziative volte a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e dei loro familiari.

Realizzazione di stalli attrezzati presso gli ospedali
Tra queste vi è la proposta avanzata agli Assessorati regionali alla Salute per la realizzazione di parcheggi attrezzati dedicati ai camper presso i principali presidi ospedalieri italiani. L'iniziativa prevede la creazione di alcuni stalli riservati, dotati di collegamento elettrico e servizi per il carico e scarico delle acque, destinati ai caregiver e alle famiglie di pazienti sottoposti a lunghi percorsi di cura o ricovero. L'obiettivo è offrire un supporto concreto alle famiglie costrette a spostarsi lontano dalla propria residenza per assistere un familiare ricoverato, riducendo i costi di permanenza e garantendo la possibilità di rimanere vicino ai propri cari durante le cure. La proposta assume un significato ancora più rilevante per le persone con disabilità cognitive e per chi si trova nello spettro autistico. In questi casi il camper può diventare un ambiente protetto e familiare nel quale attendere visite, esami o terapie, limitando lo stress generato dagli ambienti ospedalieri e contribuendo al benessere psicologico del paziente e della sua famiglia.

“Parliamo spesso del camper come strumento di libertà e scoperta,” dichiara Ester Bordino, presidente di Assocamp. “Ma esistono situazioni nelle quali il suo valore va ben oltre la vacanza. Pensiamo alle famiglie che affrontano lunghi ricoveri, alle persone con fragilità o ai bambini con disturbi dello spettro autistico. In tutti questi casi il camper può diventare un vero supporto alla qualità della vita e alla continuità affettiva”.

Nel dettaglio le motivazioni riportate nella lettera e poste all’attenzione delle istituzioni sono:
 
Sostegno socio-economico alle famiglie
La degenza di un familiare lontano dalla propria residenza comporta costi insostenibili per molte famiglie (hotel, pasti fuori, trasporti). L'accesso a uno stallo attrezzato permette di:
Ridurre l'impatto economico: consentire ai caregiver di soggiornare in prossimità del reparto senza gravare sul bilancio familiare.
Garantire la continuità affettiva: la presenza costante del nucleo familiare è comprovata come fattore favorente il recupero psicofisico del paziente.

Focus: disturbi dello spettro autistico (ASD) e fragilità
Un punto di estrema rilevanza riguarda i pazienti in età pediatrica o adulti con disturbi dello spettro autistico. Per questi soggetti, l’ambiente ospedaliero rappresenta spesso una fonte di stress sensoriale insostenibile. L’ambiente sicuro: il camper costituisce un "ambiente protetto" e conosciuto. Permettere al paziente di attendere il proprio turno o l'esito di accertamenti (spesso dilazionati in diverse ore) all'interno del proprio mezzo riduce drasticamente il rischio di crisi comportamentali. Decongestionamento delle sale d'attesa: lo stazionamento nel proprio mezzo evita il sovraffollamento delle corsie e garantisce al paziente fragile la necessaria privacy e tranquillità tra una visita e l'altra.
 
Specifiche tecniche auspicate
Per rendere il servizio funzionale e decoroso, l’area dovrebbe prevedere:
1. Stalli riservati: posizionati in aree pianeggianti e prossime agli ingressi principali.
2. Colonnine elettriche: per garantire il riscaldamento/raffrescamento e l'uso di apparecchiature mediche elettroniche a bordo.
3. Service Point: Un'area per il carico dell'acqua potabile e lo scarico dei reflui, conforme alle norme igienico-sanitarie vigenti.
4. Regolamentazione: accesso tramite autorizzazione del reparto/Urp per garantire che l'uso sia strettamente legato a necessità cliniche.
 
 
Estensione iva al 4% all’acquisto di autocaravan
Lo stesso principio ispira un'altra importante battaglia che Assocamp porta avanti da anni: l'estensione dell'IVA agevolata al 4% anche all'acquisto di autocaravan destinati alle persone con disabilità. Attualmente la normativa prevede l'aliquota ridotta per numerose tipologie di veicoli utilizzati dalle persone con disabilità, ma esclude i camper. Una situazione che Assocamp considera incoerente, considerando che gli autocaravan possono essere adattati alle specifiche esigenze degli utilizzatori e rappresentano, per molte famiglie, uno strumento ideale di mobilità, autonomia e inclusione sociale. Secondo Assocamp, il riconoscimento dell'IVA al 4% non costituirebbe soltanto una misura di equità, ma consentirebbe a un numero maggiore di persone di accedere a questa modalità di viaggio e di vita, favorendo al tempo stesso lo sviluppo di un segmento ancora largamente inesplorato del mercato dei veicoli ricreazionali.
 
“Non chiediamo semplicemente un'agevolazione fiscale,” prosegue Bordino. “Chiediamo che venga riconosciuto il valore sociale del camper. Per molte persone con disabilità rappresenta la possibilità di viaggiare in un ambiente familiare, gestire autonomamente i propri tempi e vivere esperienze che altrimenti sarebbero difficilmente accessibili. È uno strumento di autonomia, dignità e partecipazione”.
 
Assocamp continuerà quindi il dialogo con istituzioni, associazioni e stakeholder affinché queste proposte possano tradursi in misure concrete a beneficio delle persone e delle loro famiglie. Per l'associazione, favorire l'accessibilità e sostenere chi vive situazioni di fragilità significa anche promuovere una cultura della mobilità e del turismo più inclusiva, capace di mettere al centro il benessere delle persone e il diritto di ciascuno a vivere esperienze, spostamenti e percorsi di cura con maggiore serenità e autonomia.


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